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Archivio per ottobre 2008

Gli auguri del Sottosegretario On. Crimi

31 ottobre 2008

crimiEgregio Presidente, con vivo piacere invio il mio saluto e la mia adesione a “Le Giornate dell’Economia del Mezzogiorno”, un’interessante iniziativa di confronto e di rilancio sui temi che interessano il Mezzogiorno, allo scopo di contribuire allo sviluppo economico e sociale dell’Italia meridionale.
Purtroppo, pressanti impegni di carattere istituzionale non consentono la mia partecipazione all’evento, fissato nei giorni dal 3 all’8 novembre p.v. nella città di Palermo.  Desidero, tuttavia, esprimere a Lei ed agli altri soggetti promotori, la mia vicinanza agli obiettivi che la manifestazione si propone. Come membro del Governo, voglio rassicurarla che l’attenzione per lo sviluppo e la crescita del Mezzogiorno rappresenta uno dei cardini dell’iniziativa politica, anche con riferimento al settore di mia specifica competenza: lo sport, infatti, gioca un ruolo importante per lo sviluppo dei territori e delle comunità che vi vivono. E’ indubbio, infatti, che lo sport, oltre a sostenere la crescita della personalità individuale, valorizzando la dimensione sociale della persona, contribuisce in maniera diretta ed indiretta allo sviluppo economico e sociale di una comunità, catalizzando gli investimenti, favorendo l’ammodernamento delle città con la creazione di nuove infrastrutture e rilanciando l’immagine dei territori e delle nazioni ospitanti, come è avvenuto con le recenti Olimpiadi, gli Europei ed i Mondiali di calcio ed ancora, con l’America’s Cup. In questo senso, l’impegno di tutti i soggetti pubblici, a partire dal Governo, che ha la responsabilità di valorizzare le iniziative sportive, è quello di sostenere la visione indicata dello sport al fine di avvalersi appieno dello straordinario contributo che lo stesso può dare alla crescita del Mezzogiorno e dell’intero Paese. Ringrazio sentitamente gli organizzatori dell’iniziativa, del cui successo sono certo e porgo a tutti gli intervenuti i migliori saluti, unitamente agli auguri di un proficuo lavoro.

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Crisi, tra gli italiani c’è un po’ di ottimismo

31 ottobre 2008

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Italiani pessimisti sul futuro economico del Bel Paese, ma gli ottimisti sono in lieve aumento.

Il dato emerge dalla ricerca Acri/Ipsos per la Giornata mondiale del risparmio, pubblicata oggi da molte testate giornalistiche. Secondo la ricerca, c’è pessimismo sulla situazione economica dell’Italia (49% contro il 24% di ottimisti, ma nel 2007 la situazione era peggiore e il saldo negativo ammontava a 35 punti percentuali). Il sondaggio rileva inoltre  “la percezione dei problemi che sul fronte di questa crisi finanziaria stanno avendo gli altri paesi ha portato a un miglioramento dell’opinione riguardo alle regole e ai controlli presenti in Italia”.

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Blog economico permanente

30 ottobre 2008

conv1Un blog permanente che tenga costantemente viva la voce delle ragioni del Sud nel dibattito sull’economia.

E’ l’augurio che ha espresso oggi durante la conferenza stampa di presentazione delle Giornate dell’Economia, Antonio Piraino, responsabile Direzione comunicazione e marketing di Banca Nuova.

L’augurio - ha detto - è che il blog diventi un mezzo per un dibattito permanente e per una riflessione più ampia sui temi legati all’economia.

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Nicolò Filingeri, Direttore Generale del Banco di Sicilia, il 5 novembre a Enna

29 ottobre 2008

filingeriNicolò Filingeri, il banchiere storicamente più giovane del BdS e forse della Sicilia, interverrà alla tavola rotonda organizzata dal prof. Giovanni Tesoriere dell’Università Kore di Enna mercoledì 5 Novembre. Il suo contributo sarà molto importante per il tema del dibattito “Il ruolo delle Università meridionali: artefici dello sviluppo locale o promotrici e custodi del sapere e della ricerca scientifica?” poiché potrebbe spiegarci quali sono stati i motivi a suo avviso che hanno negli ultimi dieci anni reciso un vecchio e consolidato dialogo fra le università siciliane e lo storico Istituto di credito siciliano da lui soltanto di recente diretto. Inutile nascondere la speranza che dall’apertura di un dialogo fra il mondo universitario ed un’istituzione bancaria, ancora molto forte e radicata sul territorio come è quella del BdS, possa iniziare una nuova era in cui il rapporto sinergico fra finanza, economia e ricerca possa contribuire allo sviluppo del nostro territorio che, in prospettiva, non vede ancora un reale rilancio economico.
Nonostante in tutto il mondo oggi si parla di ricerca scientifica e di divulgazione della conoscenza quali strumenti principali per la crescita economica, nel Meridione come nel resto dell’Italia si è “rilassata” l’attenzione sugli effetti di una deriva lenta ma costante dell’importanza della ricerca scientifica. Anche le proteste contro l’attuale politica del Governo nazionale si concentrano soprattutto sui problemi occupazionali che nascono dalla riduzione del numero di docenti e ricercatori dell’università italiana. Nessuno però evidenzia che la spesa per la ricerca e soprattutto la divulgazione della conoscenza scientifica ha effetti moltiplicativi sul PIL nazionale molto maggiore di altri interventi economici.
Ritengo quindi che sia fondamentale ristabilire il circuito virtuoso di una politica della scienza in cui attori che esprimono i bisogni del territorio e “conoscenza scientifica” riprendano a dialogare. I problemi che a questo punto si pongono sono i seguenti: l’università deve sviluppare essenzialmente conoscenza di base e lasciare che i privati sviluppino la ricerca applicata? Oppure, l’università deve concentrarsi sulla ricerca applicata e sulla divulgazione della conoscenza, cercando di acquisire esternamente dai centri di ricerca internazionali le conoscenze scientifiche di base?
Spero che il dibattito organizzato dall’Università Kore possa avviare una profonda riflessione sulle modifiche che gli Atenei meridionali debbono apportare ai propri statuti, al fine di avviare una nuova stagione di progresso tecnico, economico, ma soprattutto culturale del Meridione.

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Ciucci (Anas) “Bisogna vincere la sfida del Ponte”

27 ottobre 2008

ciucci“La priorità attribuita dall’Unione europea all’asse Berlino-Palermo, con lo snodo fondamentale del Ponte sullo Stretto, riscopre la centralità del Mediterraneo come vasta area di scambi e la Sicilia è al centro di questa area”. Lo ha detto ieri il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, intervenendo a Messina, alla tavola rotonda “Sicilia ‘Ponte’ del Mediterraneo”, nell’ambito della Festa dell’Autonomia. Ciucci ha affermato che “Nei prossimi anni si giocheranno in Europa importanti partite trasportistiche che potrebbero anche fare a meno del Sud della nostra Penisola: alcuni partners europei lo hanno apertamente dichiarato, presentando soluzioni infrastrutturali concorrenziali e sostitutive rispetto al Corridoio Berlino-Palermo. E questa è la vera sfida a cui bisogna saper rispondere”.

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Il Senatore Rossi analizza le politiche di coesione

22 ottobre 2008

rossiMartedì 4 novembre Nicola Rossi parlerà degli errori commessi nell’attuazione delle politiche di coesione nel Mezzogiorno.
Nell’impiego delle risorse europee per la coesione, principalmente dirette a regioni del Mezzogiorno, in Italia si sono finora avuti risultati estremamente deludenti.
Finora non sono stati molti, purtroppo, gli studiosi e gli amministratori che hanno evidenziato i difetti e gli insuccessi della “nuova programmazione”.
Una delle voci critiche più autorevoli è stata quella di Nicola Rossi, che terrà una relazione nell’ambito del seminario “I risultati delle politiche di coesione nel Mezzogiorno: passato, presente futuro”, organizzato dal Dipartimento di scienze sociali dell’Università di Palermo.
Nicola Rossi (1951) è professore ordinario di Analisi economica presso la Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e senatore del Partito democratico, componente della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione. È autore di Riformisti per forza (Mulino, 2002) e Mediterraneo del Nord. Un’altra idea di Mezzogiorno (Laterza, 2005).

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Ilarda: Banda larga e informatizzazione fondamentali per la Sicilia

21 ottobre 2008

ilardaPALERMO – “La larga banda e l’Itc (società dell’informazione) sono fondamentali per lo sviluppo del sistema economico in Sicilia”. Lo ha detto oggi l’assessore regionale alla Presidenza con delega all’innovazione tecnologica in Sicilia, Giovanni Ilarda, intervenendo ad un convegno.
“E’ un preciso impegno mio e del governo della Regione – ha sottolineato – fare leva in maniera forte sulle nuove tecnologie per lo sviluppo del sistema economico in Sicilia”.
L’assessore Ilarda interverrà martedì 4 novembre alle Giornate dell’Economia, in occasione del convegno dal titolo: “Il Sud in competizione. L’innovazione nei settori produttivi e la crescita delle imprese emergenti”, organizzato dall’Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno.

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Intervista con il presidente della BPSA, Nicolò Curella

20 ottobre 2008

CurellaNicolò Curella è presidente della Banca Popolare Sant’Angelo e vice presidente della Fondazione Angelo Curella. Nelle Giornate dell’Economia interverrà a Palazzo dei Normanni nell’ambito di un convegno sulle sfide del nuovo Millennio. Lo abbiamo incontrato per una valutazione sugli effetti della crisi in Sicilia.
Tira aria di recessione. Quali sono le nuove sfide da affrontare?
La crisi dei mercati finanziari si sta trasformando in un processo involutivo per l’economia reale. E’ questo il dato da cui dobbiamo partire. E’ probabile che la crisi si possa risolvere nei prossimi mesi, ma resta il danno all’economia reale. Un danno dovuto alla mancanza di fondi e di credito per le imprese, che si traduce in termini negativi di produzione e di occupazione. Dobbiamo chiederci come affrontare questo momento. A mio avviso, però, avendo sempre lo sguardo lungo e con un approccio corretto e reale con tutto ciò che sta accadendo.
Quale può essere il ruolo delle banche locali?
Nel nostro caso specifico, come banca abbiamo avuto sempre una mission che consiste nello stare vicino all’economia territoriale cercando di non far mancare mai l’assistenza creditizia alle imprese. Abbiamo svolto un solo mestiere, quello di dare fiducia ed avere fiducia nel territorio. E’ chiaro che in un momento di crisi economica lo sguardo deve essere ancora più attento su quelle imprese che possono attraversare un momento di difficoltà, ma che hanno comunque tutte le caratteristiche per svilupparsi. Bisogna guardare in positivo e nel valutare il credito bisogna metterci un’attenzione particolare, capire l’imprenditore e i suoi progetti di sviluppo. Questo può essere il punto di forza delle banche locali, ma ritengo che anche le banche nazionali che si spingono nei mercati internazionali con i risultati a cui stiamo assistendo, debbano avere maggiore conoscenza del territorio.
L’accordo di Basilea 2 ha stretto i margini di concessione del credito. In questo periodo di crisi qualcuno pensa di modificarlo. Anche il ministro dell’Economia, Tremonti ha detto che Basilea 2 è morta. Può bastare una modifica?
Non mi pare. Da due anni operiamo secondo i requisiti di Basilea e, per la mia esperienza, ho scoperto perfettamente che non sempre al rating “A” corrisponde l’impresa buona. Dall’altro lato, non sempre al rating “c” corrisponde l’impresa cattiva. Anche se dovesse esserci una modifica, credo che l’imprenditore bancario debba sempre avere il suo intuito, le sue conoscenze e i suoi flussi informativi che lo possono aiutare a capire chi vale e chi non vale, al di là degli indicatori di bilancio. Sappiamo bene che gli indicatori di bilancio non rappresentano il tessuto dell’imprenditore, la sua capacità di fare. Magari la sottocapitalizzazione è un’indicatore di rating sbagliato, in quanto è un problema generale per il Sud, ma questo non significa che in Sicilia dobbiamo stare fermi.
La Fondazione Curella quest’anno lancia il tema “Economia e felicità”. L’anno scorso discuteva di crisi e di viaggio di sola andata per i giovani laureati. Cosa è cambiato?
Economia e felicità è un concetto che vuole spingere a guardare sempre tutti i processi legati all’economia e alla finanza non con sguardo negativo, ma come stimolo per trovare una via migliore nel creare occupazione, nella gestione della vita individuale. Economia e felicità significa studiare il problema, porsi delle domande e cercare delle risposte per offrire maggiore serenità a tutti. L’approccio può sembrare inusuale, ma è la conoscenza partecipativa dei fatti economici che può essere salutare per tutti. I giovani, inoltre, non dobbiamo illuderli. Il mondo è globalizzato e c’è chi parte e chi non torna. La tristezza è che in Sicilia li perdiamo e basta. Per farli restare dobbiamo creare una struttura produttiva efficace, altrimenti non torneranno più davvero.

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La valorizzazione dei talenti

17 ottobre 2008

Vincenzo ParadisoLa nostra economia è in profonda trasformazione. Il fattore chiave nella competizione globale non sono più beni, servizi o flussi di capitale, ma la competizione per le persone. Ciò che più conta non è più tanto la disponibilità di materie prime quanto la disponibilità di capitale umano, di idee, di capacità innovativa, quella forza che consente di fare cose nuove secondo le tecnologie più avanzate e in tempi sempre più rapidi. Dunque da un modello economico basato sui prodotti siamo migrati ad un sistema basato sulla conoscenza, sull’intelligenza e sulla creatività umana. Il motore di questa forza non sono più le macchine, ma le persone con le loro competenze e saperi. Le scelte che guidano gli spostamenti delle persone, dei “talenti”, sono di fatto legate a regioni e città. Come sostiene da tempo anche Kenichi Ohmae, guru del management internazionale e partner McKinsey ,le città e le regioni metropolitane sono l’unità naturale della vita economica e sociale e sono e saranno sempre più il cuore della competizione globale. Ma, se è vero che le città sono la nuova unità economica, forse l’Italia, e quindi anche la Sicilia, può far leva sul suo grande patrimonio di centri urbani ricchi di storia, cultura e imprenditorialità per mettere in moto una nuova crescita, seppur in Sicilia, in particolare, occorre tenere in considerazione la complessità territoriale in cui aspetti tradizionali convivono con spinte innovative, e questa simultaneità tende a frenare lo sviluppo. Anche se una certa propulsione registrata nell’ultimo anno fa sperare in un percorso diverso.
Per competere, occorre dunque puntare sull’eccellenza quantitativa, che deve essere integrata dall’eccellenza qualitativa, e che viene dalla valorizzazione di tutta la persona; oggi è sempre più necessario che la scienza dei mezzi si accompagni alla sapienza dei fini, perché solo la consapevolezza dei fini, dei valori è in grado di guidare le nostre scelte.
Il merito però stenta a diventare una filosofia che orienta le istituzioni e le imprese. L’Italia, e la Sicilia in particolare, hanno una certa incapacità nel valorizzare il merito e la cura e la formazione dei talenti.
La Sicilia si trova davanti a nuove sfide per affrontare, più efficacemente che nel passato, il problema dello sviluppo economico e civile. Prima ancora che economico, tale problema è di natura socio-culturale e istituzionale. Richiede cioè un adeguamento della cultura sociale e politica, delle capacità relazionali, delle strategie e delle forme di intervento delle istituzioni.
Occorre un’analisi dei rapporti tra economia e società, con particolare attenzione ai condizionamenti legati ai fattori socio-culturali e istituzionali, per contribuire a un disegno più efficace delle politiche pubbliche, e per fornire alle forze sociali (rappresentanze del mondo imprenditoriale, del lavoro, della politica e dell’associazionismo sociale e culturale) elementi utili per un miglior orientamento della loro azione a sostegno dello sviluppo.
E’ necessario dunque un nuovo approccio, l’attenzione deve essere rivolta di più su alcuni fattori endogeni: la centralità della persona, la sua formazione, l’eccellenza formativa, il valore dello studio, la meritocrazia, la valorizzazione dei talenti; le leadership imprenditoriali e politiche, e quindi la capacità del territorio di produrre beni collettivi materiali e immateriali, di generare “capacità”, ovvero competenze e specializzazioni e capacità relazionali per affrontare le sfide esterne e per incidere a monte sulle carenze di contesto.
Inoltre occorre ragionare in termini di cabina di regia dello sviluppo, creare cioè concertazione, anche tra pubblico e privato, tra chi fa tecnologia e chi fa innovazione, tra chi fa economia e chi fa gestione del territorio. Tutto questo passa attraverso una filiera che è fatta di Piani strategici di sviluppo, di ricerca delle risorse di eccellenza del territorio, di progettualità, di promozione integrata.
Queste considerazioni sono il tema della nostra sessione di lavoro: un dibattito tra rappresentanti delle istituzioni, amministratori e sistema educativo per prendere spunto da quanto succede intorno a noi, per ricordare che queste risorse sono come creta: sta ai relatori che intervengono, attraverso esperienze o proposte concrete, trasformarla in qualcosa di concreto, di innovativo e meritocratico.

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Concorso di idee per il marchio della Fondazione Curella

16 ottobre 2008

Fino al 3 novembre 2008 è possibile partecipare al concorso di idee per la creazione del nuovo marchio della Fondazione Centro Ricerche Economiche Angelo Curella.

Il concorso si propone di coinvolgere i partecipanti, che potranno essere sia concorrenti singoli che gruppi di lavoro, in un’esperienza nella quale mettere in pratica le proprie conoscenze teoriche sulla comunicazione, la pubblicità, la grafica, il design e l’arte.

La partecipazione al concorso è gratuita e ogni concorrente, singolo o gruppo, potrà presentare fino a un massimo di tre elaborati.
All’elaborato primo classificato verrà assegnato un premio di € 500,00.

Gli elaborati, che dovranno avere le caratteristiche dell’originalità e non dovranno essere già utilizzati sul mercato, potranno essere realizzati sia a mano libera che con programma informatico e verranno valutati da una commissione giudicatrice sulla base della realizzabilità ed efficacia della comunicazione dell’idea.
L’elaborato premiato sarà di proprietà della Fondazione Curella, verrà registrato a norma di legge e potrà essere utilizzato con diritto di esclusiva dalla fondazione per le proprie attività istituzionali per il periodo che si terrà più opportuno.

Regolamento del concorso e domanda di partecipazione.

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