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Rfi adegua la rete al Pendolino

Trasporti. Un investimento di 25 milioni per velocizzare i collegamenti nell’isola
Rfi adegua la rete al Pendolino
II viaggio in treno da Palermo alla città etnea durerà la metà

da Il Sole 24 ore del 06/05/09

ferroviaTre studi realizzati, pochi fondi disponibili. L’ammodernamento della linea ferroviaria tra Palermo e Catania viaggia alla stessa velocità dei treni: lentamente. E in mancanza dei 4 miliardi stimati da Rfi necessari per l’ammodernamento della tratta, che oggi si percorre in 5 ore, si cercano soluzioni alternative.
A differenza delle linee Messina-Palermo e Messina-Catania, infatti, l’Apq trasporto ferroviario non include alcun intervento per la direttrice Catania-Palermo. Una prima stima di Rfi calcolava in 4 miliardi la somma necessaria per una nuova linea, ma i lunghi tratti in galleria, il costo della velocizzazione Bicocca-Catenanuova che da sola vale 400 milioni, le proteste di Enna e Caltanissetta escluse dall’itinerario hanno suggerito soluzioni alternative. Che Trenitalia ha individuato in un intervento minimo: portare al rango “P” (ovvero percorribili dai Pendolini) le tre linee tra Messina, Catania e Palermo, con 25 milioni, oltre 16 milioni per il sistema di sicurezza SCMT suIla Catania-Palermo. I tempi di percorrenza sarebbero quasi dimezzati e, in quest’ultimo caso basterebbero due ore e 41 minuti a fronte delle attuali sei ore circa.
Il progetto è stato sostenuto dal Presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione, che con l’iniziativa “Freccia rotta” ha acceso i riflettori sui ritardi dei treni siciliani: «Abbiamo dimostrato che è insostenibile impiegare cinque ore per spostarsi tra Palermo e Catania e che, d’altra parte, basta un investimento ridotto per portare il collegamento a standard minimamente accettabili. Ma – afferma Castiglione – abbiamo anche promosso uno studio per capire come adeguare l’intero sistema sud-orientale siciliano alla domanda di mobilità: contiamo di dare presto a Rfi una proposta credibile e realizzabile». La ricerca, sulle esigenze di trasporto dell’area sud-orientale da Gela fino a Gioia Tauro, è curata dalla società Ecosfera ed entro maggio saranno resi noti i risultati. Studio intanto anticipato da un altro, quello della fondazione Sabir, che suggerisce azioni per gradi sulla Catania-Palermo: interventi a costo zero per contenere i tempi di percorrenza in 3 ore e 20 minuti; altri 90 milioni per scendere a 2 ore e 30 minuti attraverso la razionalizzazione delle infrastrutture (come l’eliminazione di alcuni passaggi a livello); 2,5 miliardi, in luogo dei 4 previsti da Rfi, per arrivare a un’ora e un quarto. «La soluzione di un immediato intervento a basso costo per velocizzare la tratta Catania-Palermo è importante per la Sicilia – afferma Alessandro di Graziano, docente di Infrastrutture aeroportuali, ferroviarie e intermodali all’Università di Catania - ma non può soddisfar da sola le esigenze del territorio, soprattutto se posta come alternativa ad azioni di ammodernamento più decise. Occorre chiedere con forza quantomeno una vera progettazione preliminare della tratta Catania-Palermo, e su questa basare le azioni di richiesta dei fondi necessari, prevedendo al più che gli impegni di spesa procedano a lotti funzionali, soprattutto nei tratti di avvicinamento alle due città principali. Senza interventi più decisi, quali i doppio binario, tale collegamento non potrà mai assolvere le funzioni di cerniera della logistica siciliana, sfruttando l’enorme potenzialità d passare in prossimità di gran parte dei poli infrastrutturali dell’isola».

Claudia Mangano Rassegna Stampa , , , ,

  1. vincenzo
    23 giugno 2009 a 10:00 | #1

    Ma nel frattempo che i progetti si traducano in azioni che possano far camminare sulle tratte i Pendolini, perchè non si dà una ripulita ai vagoni passeggeri che spesso somigliano più a carri bestiame? I passeggeri pagano lo stesso biglietto in tutta Italia… anche in Sicilia!