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Basta con l’assistenzialismo

Basta con l’assistenzialismo
da Il Sole 24 ore del 06/05/09

cittadiniBarbara Cittadini
VICEPRESIDENTE Confindustria Sicilia

Ruba da intellettuali, si dirà: la Sicilia è sempre vissuta di contraddizioni e, tra e contraddizioni, ha comunque trovato il modo di sopravvivere. Ma ora la situazione è terribilmente mutata. Le scelte debbono misurarsi con una crisi economica senza precedenti. Prendiamo un settore, certamente non secondario per la vita politica ed economica della Sicilia, qual è la formazione professionale. È mai possibile che un comparto così impegnativo, e non solo dal punto di vista finanziario, riesca purtroppo a sfuggire a ogni logica produttiva e ad alimentare ancora sacche di spreco e di clientelismo? Non esiste alcuna Regione in Italia che spenda quasi 250 milioni per finanziare corsi che, salvo rare eccezioni, sono privi di qualsiasi legame con le esigenze formative delle imprese.
Confindustria Sicilia da anni pone l’esigenza di finalizzare la formazione professionale a una crescita vera: i futuri lavoratori devono poter arrivare sul mercato sicuri di incontrare l’offerta delle aziende ma soprattutto certi di essere sin dall’inizio nelle condizioni di rispondere ai bisogni delle imprese, siano esse piccole o grandi. Un nuovo concetto di formazione, per esempio, comprende anche una fase di stage aziendale: al termine del corso può e deve essere prevista una esperienza in azienda. È evidente che, per arrivare a tale impostazione, occorre avviare una rivoluzione culturale: i corsi vanno fatti e finanziati sulla base delle effettive richieste del mercato del lavoro e non sulla base di ipotetiche, e spesso gratuite, catalogazioni di : figure professionali. La quantità dei corsi di formazione, finanziati dalla Regione, con uno spropositato numero di enti, risulta oggi non solo eccessiva e qualitativamente inadeguata, ma soprattutto poco coerente con le esigenze della base produttiva siciliana. L’assistenzialismo va combattuto con una immediata e coraggiosa riforma sulla quale bisogna avviare sin dai prossimi giorni un confronto vero e, se necessario, ersino impietoso. Così come è urgente i avviare un processo virtuoso di riqualificazione del personale attualmente impiegato dai vari enti per restituire garanzie e dignità sia agli oltre 7.500 insegnanti che dentro questa macchina trovano un riparo e uno stipendio, sia ai tanti i giovani che, nella convinzione di frequentare i corsi per poi trovare un lavoro, in realtà usufruiscono di un parcheggio sociale, malamente inteso come antidoto alla disoccupazione.
I conflitti istituzionali di questi ultimi giorni purtroppo non lasciano sperare in quella inversione di rotta che Confindustria Sicilia ha tenacemente e costantemente sollecitato.

Claudia Mangano Rassegna Stampa , ,

  1. vincenzo
    19 giugno 2009 a 8:55 | #1

    Sono d’accordo, i corsi di formazione dovrebbero essere collegati con le effettive richieste del mercato del lavoro della Sicilia. Certo, oggi non è che ne siano poi tante… Forse conviene o inventarsi non un lavoro ma un modo per “sbarcare il lunario” armandosi di tanta capacità di adattamento e flessibilità altrimenti ci se lo può permettere via… da Roma in sù. A proposito, nei corsi di formazione così come sono organizzati la cosa più difficile da trovare sono gli allievi disposti a frequentarli…