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Verso il congresso del PD

5 agosto 2009

Verso il congresso del PD
di PIETRO BUSETTA

Guerra dichiarata quella all’interno del PD siciliano. Ad ottobre bisognerà eleggere il segretario regionale e le varie componenti del partito vogliono cercare di giocare la partita. L’elezione del nuovo segretario avviene in un momento particolarmente delicato della politica nazionale nel quale si sono messi , finalmente, in gioco alcuni elementi particolarmente innovativi. Il quadro politico complessivo vede infatti nella destra un movimento rilevante che riguarda la posizione dei partiti nazionali verso il Sud. La rivoluzione copernicana che la Lega Nord sta portando avanti produce effetti devastanti in tutto il Paese. Infatti la difesa ad oltranza dei territori di riferimento di tale raggruppamento sta portando ad un desiderio di separazione da parte dei meridionali. Quello che non sono riusciti ad ottenere movimenti indipendentisti , particolarmente presenti in Sicilia come in Sardegna , ma anche nelle altre parti del Mezzogiorno, lo sta ottenendo il 10 % del voto meno avvertito di un Nord ragioniere. Ed infatti l’unica risposta che permetta al Sud di non essere soffocato dallo strapotere governativo della Lega Nord è la nascita ed il rafforzamento dei movimenti autonomisti e dei partiti federati. L’onda dell’elettorato è chiara ed i più attenti politici ne colgono tutto il significato riportando all’interno del proprio raggruppamento le tensioni che nascono nella società. Lo ha fatto prima Lombardo capendo che un movimento autonomista poteva avere un consenso crescente, lo ha ripreso Miccichè con la minaccia di un partito del Sud, ne ha colto il senso Bassolino in Campania come Poli Burtone in Puglia e finalmente il dibattito, in realtà con qualche ritardo, è cominciato, anticipatore Cracolici con il suo incontro “più Sud nei partiti o più partiti del Sud”, anche all’interno del PD siciliano. Che ci fosse la necessità di avere un contraltare allo strapotere della Lega Nord era ormai chiaro da alcuni anni. Tutti gli osservatori congiunturali della Fondazione e recentemente le conclusioni delle Giornate dell’economia del Mezzogiorno avevano un unico leit motiv: bisogna incentivare la nascita dei movimenti autonomisti e trasformare i partiti nazionali in partiti federati altrimenti la difesa degli interessi legittimi dei territori non potrà avvenire. Il problema dello sviluppo del Mezzogiorno è essenzialmente politico più che economico e riguarda la mancanza di forza economica e conseguentemente mediatica di quest’area, che si è sempre espressa con rappresentanti politici che, se non in linea con gli interessi della parte forte del Paese,venivano mal posizionati nelle liste, quando addirittura non candidati, grazie anche ad una legge elettorale che riportava le decisioni delle candidature ad una oligarchia ristretta. La presenza di movimenti autonomisti e di partiti regionali , all’interno dei partiti nazionali, si diceva a avrebbe portato le classi dirigenti nazionali a prendere in considerazione maggiormente le istanze di questi territori costringendo la politica nazionale ad una maggiore attenzione alla soluzione dei problemi, atavici, di queste aree, al di là della saggistica del Sud sprecone, cialtrone, pozzo senza fondo di risorse infinite da abbandonare al suo destino. Gli ultimi avvenimenti, con l’assegnazione delle risorse FAS alla sola Sicilia, ancora non disponibili cash chissà per quanti anni, dimostrano come la strada indicata fosse quella giusta. Ed il dibattito interno del partito democratico sembra tra chi queste riflessioni le ha digerite e somatizzate e chi ancora si attarda in una visione centralista che può anche portare a carriere personali interessanti, magari al governo del Paese statisti avvertiti, come è successo sempre nel passato, ma che devono dimenticare la difesa dei propri territori come pegno da pagare per farsi accettare dalla classe dirigente nazionale. Speriamo che tutto ciò sia sufficiente ed invece non prevalgano quei venti di separatismo che dicono che ormai è meglio andare da soli perché “chiù scuru di mezzanotti non può essere”

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